La cosiddetta “Perla dello Jonio”, città ospitale e vacanziera, ma anche ricca di storia, le cui origini si perdono nella notte dei tempi,presenta il suo centro antico su un isolotto mentre la parte moderna su un promontorio. La prima a salutare i visitatori è la Fontana Greca, di età rinascimentale, nelle vicinanze della quale si possono ammirare il Santuario di Santa Maria del Canneto, la piccola Cappella di Santa Cristina ed il Castello Aragonese, uno dei rarissimi esempi di manieri circondati dal mare. Attraversando il ponte ottocentesco, prima di arrivare sui bastioni della città antica, si può scorgere, nell’ originario fossato del castello, il mercato del pesce. Risalendo da una scaletta a ridosso del ponte, ci si trova nella città vecchia, racchiusa da poderose mura circolari ove sui bastioni si può godere di una vista mozzafiato gustando ottimi aperitivi o prelibati piatti della cucina gallipolina. Lungo le mura della città si possono ammirare, per la bellezza delle loro facciate e dei loro decori, la Chiesa di Santa Maria della Purità (considerata la chiesa più antica di Gallipoli), la Chiesa di San Francesco, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, quella del Crocefisso, la Chiesa del Rosario e la Chiesa delle Anime. Nascosta alla vista dalle imponenti mura è la spiaggetta della Purità, l’unica della città antica dalla quale si scorge lo scoglio del Campo e , più in lontananza l’isola di Sant’ Andrea, oggi parco regionale, sede di un faro del tutto funzionante. Addentrandosi nei vicoli e nelle stradine tortuose, sulle quali improvvise si aprono facciate barocche, case a corte e palazzi signorili, ci si stupisce per la bellezza di altre numerose chiese, camuffate fra le case, ricche di fregi e decori. Nel cuore del borgo, percorrendo via De Pace, stradina costellata da bar, ristoranti, locali e botteghe che espongono manufatti artigianali in cartapesta, oggetti in terracotta, ceramiche e souvenirs, si erge la Cattedrale di Sant’ Agata, uno dei massimi esempi di barocco salentino. Poco distante dal Duomo si incontra un frantoio ipogeo che conserva le macine, i torchi, le presse e le attrezzature utilizzate nel 700 e 800, il Museo Civico, Palazzo Balsamo ed il Teatro Garibaldi. |
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