FOTOGALLERY. Durante una passeggiata per le vie di un centro storico di qualunque paesino o cittadina del Salento, non è difficile imbattersi in qualche piccola bottega in cui i veri e propri “maestri del mestiere” lavorano con passione e abilità incredibili, i materiali più disparati, come cartapesta, terracotta e pietra leccese. Ma l'artigianato salentino si esprime in diverse forme, in cui materiali rudi come il ferro, o poveri come i giunchi intrecciati, trovano le più alte espressioni artistiche. FERRO BATTUTO Parlando di Lecce e delle sue antiche e nobili tradizioni non si può non parlare della nobile arte del ferro battuto, conosciuta a livello nazionale fin dai secoli XVI e XVII per tutti i decori dei portali dei palazzi e delle chiese del Salento. Ancora oggi gli strumenti di lavoro sono gli stessi: l'incudine, la forgia che rende il ferro morbido e malleabile, martelli di diverse forme che infliggono al ferro particolari scalfitture riuscendo a modellarlo nelle linee più varie. Nascono così attraverso l'assemblaggio di più pezzi, testate di letti, lampade, alari, ringhiere, poi dipinte in nero ferrigno, che pochi oggi eseguono ancora attraverso la chiodatura (sostituita dalla più semplice e sbrigativa saldatura). Negli ultimi anni, alcuni artigiani si sono distinti particolarmente riuscendo a produrre oggetti non solo funzionali, ma anche artisticamente belli, giungendo a creare veri e propri oggetti dal design caratteristico, contraddistinguendosi e differenziandosi, da coloro che hanno cominciato a servirsi di macchinari per la lavorazione di questo materiale. CARTAPESTA Le origini di questi antichi mestieri risalgono a qualche secolo fa. Ad esempio la cartapesta, che alcuni vogliono fare nascere nel lontano '600, nei retrobottega di qualche barbiere leccese non sempre affaccendato nei tagli di capelli, barbe e baffi. Altri invece la interpretano come una risposta, di quella gente più modesta che si ingegnava a modellare paglia e stracci rivestendoli di carta, così realizzando le famose statue e figure sacre che ritroviamo in tante chiese del Salento, a quei più fortunati maestri scalpellini (che addobbavano e decoravano chiese e palazzi barocchi lavorando la più nobile “pietra leccese”). Nonostante tutto, i “poveri maestri” avevano trovato tantissimi committenti tra il clero, che durante l'eresia luterana aveva bisogno di riavvicinare i fedeli attraverso la proposta di Madonne, Santi e Cristi capaci di lambire le anime dei devoti, e tra la nobiltà, che attraverso queste commissioni aveva assicurato il proprio posto in Paradiso. Gran p arte della produzione viene oggi però fatta in serie: è difficile trovare il vero artigiano che lavora a mano la creta come si faceva una volta. Infatti, come tutti i mestieri anche questo sta via via scomparendo. Questa, più che un mestiere è un'arte, che spesso veniva tramandata da madre a figlia, poiché anticamente queste creazioni venivano concepite per il solo uso casalingo, in quanto destinate alla preparazione del corredo delle “figlie da maritare”. Oggi le nuove esigenze di mercato, hanno portato alla nascita di piccole tessiture organizzate, che producono biancheria per la casa, tappeti, e complementi d'arredo, senza però trascurare l'originalità e la raffinatezza.
TERRACOTTA Spesso vi è una relazione tra la produzione di un manufatto e l'ambiente stesso che ne fornisce la materia prima. Infatti, se la lavorazione della cartapesta può dirsi circoscritta all'ambito leccese, diverso è per l'artigianato figulo, la cui lavorazione è tipica di quei paesi situati nelle zone dove si estrae l'argilla. L'arte di lavorare questo straordinario elemento, che la natura stessa fornisce, si perde nella notte dei tempi. Basti pensare a tutti i reperti risalenti alla preistoria che popolano i musei salentini. La lavorazione della terracotta era diffusa un po' in tutto il Salento: piatti, scodelle, pignate, vasi si producevano da Nardò a Gallipoli, da Cutrofiano a Ruffano, questi ultimi tuttora importanti centri di produzione. Famosa era S Pietro in Lama per la produzione de “l'imbreci” (tegole). La lavorazione della terracotta non si limita alla produzione di oggetti per la casa, ma anche di giochini come fischietti, campanelle, e dei "pupi" che continuano ad animare i nostri presepi. INTRECCIATI Nel Capo, e precisamente ad Acquarica, zone palustri e canneti forniscono la materia prima per la lavorazione del giunco o del vimini che, pochi vecchi artigiani, intrecciano ancora per produrre panieri, cesti e sporte (borse). D'estate, sulle spiagge e nelle marine dei dintorni, si possono trovare punti vendita improvvisati di questi speciali articoli, così come si trovano particolari lavori ad intreccio, eseguiti con le canne succhioni di ulivo, che richiedono particolare abilità, e si differenziano qualitativamente dalle moderne riproduzioni di oggetti simili in plastica.
Gli antichi mestieri di cui abbiamo parlato, hanno fatto la storia del Salento oltre a questi, forse meno famosi ma non per questo poco importanti, ricordiamo gli ebanisti, gli orafi, i cesellatori, i tornitori, gli impaglia sedie ecc, tutte piccole realtà che per sopravvivere richiedono particolare cura, sensibilità e un pizzico di sacrificio, e che necessitano di interventi di promozione ed incentivazione per far apprezzare appieno il fascino di questo straordinario patrimonio. RAME Lo stesso è avvenuto per la lavorazione del rame, col quale anticamente si realizzavano quatare e quatarotti (pentole e calderoni in rame che si usavano in cucina) bracieri e scarfalietti (antichi contenitori con un lungo manico nel quale si metteva la brace che permetteva di scaldare i letti d'inverno) che non potevano mancare in ogni casa. Oggi, sicuramente sostituiti dalle moderne pentole in acciaio e da più evoluti metodi di riscaldamento, li ritroviamo riprodotti al solo scopo decorativo in qualche bottega del Capo di Leuca. TESSITURA Il Sud Salento pullula di varie attività artigianali, anche storicamente non appartenenti a questa terra. Sono conosciutissime le cravatte, interamente cucite e rifinite a mano in piccole sartorie. Molto diffusa è la produzione di tessuti e ricami, nonché di merletti e pizzi di ottima fattura. |
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